Cerca
Close this search box.
  • Home
  • Catania
  • Castello Ursino di Catania: dai viceré al Museo Civico

Castello Ursino di Catania: dai viceré al Museo Civico

Castello Ursino di Catania

Il Castello Ursino di Catania è un monumento di inestimabile valore per il patrimonio storico e culturale del capoluogo etneo. Il castello fu costruito da Federico II di Svevia nel XIII secolo. In seguito fu sede del parlamento e residenza dei Sovrani di Sicilia della dinastia aragonese fra cui Federico III. Oggi è sede del Museo civico della città di Catania, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei Benedettini.

La storia del Castello Ursino

Federico II di Svevia diede il via alla costruzione del Castello Ursino intorno al 1240, nell’ambito di un progetto di fortificazione della Sicilia orientale, voluto proprio da Federico II in quegli anni. Il castello fu costruito su di un promontorio che si affacciava sul mare ma che dominava il centro urbano. Oggi sembra difficile immaginare l’originaria collocazione strategica. A causa dell’eruzione del 1669, la sua posizione è stata notevolmente modificata. Infatti, sebbene la struttura sia rimasta intatta, la sua funzionalità militare è stata invece distrutta. La colata lavica ha livellato il terreno, rendendo quindi il Castello Ursino meno imponente.

Il nome “Ursino” dato al castello deriverebbe da Castrum Sinus ovvero il “castello del golfo”, in quanto il castello sorgeva sulla riva del mare. Tuttavia, come dimostrano dalle planimetrie originarie, il castello non doveva trovarsi per nulla sulla riva del mare e la stessa denominazione Ursino sarebbe legato alla omonima famiglia castellana che nel corso del XIII secolo lo avrebbe occupato.

Gli usi del Castello

Dalla costruzione a oggi, il Castello è stato quasi costantemente utilizzato, ospitando personalità di grande spicco. Il maniero ebbe una certa visibilità nel corso dei Vespri siciliani: qui, infatti, nel 1295 vi si riunì il Parlamento Siciliano, che dichiarò decaduto Giacomo II ed elesse Federico III a re di Sicilia. Nel corso degli anni si susseguirono Roberto d’Angiò, Re Federico e i suoi successori Pietro, di Ludovico, Federico IV e Maria. Inoltre, nel 1347 all’interno del castello venne firmata la cosiddetta Pace di Catania fra Giovanni di Randazzo e Giovanna d’Angiò.

Il castello Ursino fu anche dimora reale dei sovrani del casato Aragona di Sicilia e di Federico III e tutti i suoi discendenti.

Dal XVI secolo il castello vide sempre più indebolito il suo ruolo militare, diventando temporaneamente dimora di viceré, mentre una parte di esso fu adibito a prigione, fino al 1838. I graffiti e le iscrizioni realizzate dai prigionieri sono tuttora visibili al piano terra dell’edificio. Negli anni seguenti fu oggetto di un radicale restauro, in vista della sua trasformazione in Museo. Dal 1934 è adibito a Museo civico di Catania, dove sono custodite le collezioni del Monastero dei Benedettini e parte di quella del principe Biscari.

Il castello adibito a museo civico

Il Museo Civico è sorto grazie alle donazioni di illustri collezionisti privati catanesi. Nel 1826 il catanese Giovan Battista Finocchiaro lascia alla città di Catania la sua preziosa collezione di dipinti, che comprendeva molte tele di scuola napoletana, nonché la grande tela raffigurante S. Cristoforo. A questo primo gruppo di opere si aggiunge, nel 1866, la raccolta dei PP. Benedettini entrata in possesso del Comune di Catania a seguito dello scioglimento delle corporazioni religiose.

Tra il 1927 ed il 1930, il museo acquisisce anche la collezione del Principe di Biscari. La raccolta comprende materiali archeologici, nonché vasi attici, terrecotte arcaiche, ed un cospicuo gruppo di bronzi.

Nel corso degli anni, la raccolta del museo si è arricchita con altri acquisti, donazioni e lasciti che hanno incrementato per lo più la pinacoteca.

Oggi il museo è visitabile quasi in tutti i suoi spazi: dalla prima sala d’ingresso, alla sala delle Armi, dalla grande Pinacoteca all’Open space sul piano superiore.

Condividi su

ti potrebbe interessare anche