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Teatro Massimo: storia, architettura e curiosità del teatro più grande d’Italia

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Il Teatro Massimo di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia e il terzo teatro d’Europa, dopo il Nouvel Operà di Parigi e la Hof Opernhaus di Vienna. Il Teatro Massimo si impone, oltre che per essere un importante centro di produzione e di spettacoli, anche per la sua bellezza monumentale ed è senza dubbio uno dei simboli più rappresentativi di Palermo.

La storia del Teatro Massimo

Il teatro, di gusto neoclassico-eclettico, sorge sulle aree di risulta della chiesa delle Stimmate e del monastero di San Giuliano. I lavori di costruzione iniziarono nel 1875 e furono affidati all’architetto Giovan Battista Filippo Basile, alla morte del quale subentrò il figlio Ernesto Basile.

Il 16 maggio 1897 avvenne l’apertura ufficiale del Teatro con Falstaff di Verdi. Nel corso della sua lunga storia, il Teatro Massimo ha visto susseguirsi alcuni dei direttori d’orchestra più celebri dell’800, tra cui Antonino Palminteri, presente sul podio con l’Aida e La traviata di Giuseppe Verdi, il Lohengrin di Richard Wagner e la Norma di Vincenzo Bellini.

Dal 1974 iniziò un periodo di abbandono per motivi di restauro procrastinato. Il teatro venne riaperto solo nel 1997.

L’architettura del Teatro Massimo

L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire“.

La celebre frase del ministro Camillo Finocchiaro Aprile è incisa sull’architrave del portico del Teatro Massimo. L’architettura del Teatro è unica nel suo genere. I riferimenti formali di quest’edificio sono, oltre che nei teatri antichi, anche nelle costruzioni religiose e pubbliche romane, quali il tempio, la basilica civile e, soprattutto, le terme, nello sviluppo planimetrico dei volumi e nella copertura.

L’apparato architettonico della grande sala si deve all’architetto Ernesto Basile, rappresentante del Liberty europeo. Egli si servì, per le decorazioni e i particolari, della valida opera del Ducrot, soprattutto per le raffinatissime composizioni dei palchi e degli arredi. 

Curiosità e leggende: Il fantasma di Sant’Agata e la sala pompeiana

Come per ogni grande monumento che si rispetti, anche il Teatro Massimo è protagonista di curiosità e leggende. Tra queste la più celebre riguarda il fantasma di Sant’Agata. La chiesa a lei dedicata, infatti, fu distrutta per far spazio all’edificio e si dice che ancora oggi vaghi tra i corridoi e i palchi del teatro.

Ma non solo leggende e fantasmi: sono molte le curiosità e le particolarità che riguardano il teatro.

Di particolare rilevanza è sicuramente la sala pompeiana o rotonda del mezzogiorno. In questa sala si può constatare un effetto di risonanza particolarissimo. L’architetto Basile ottenne, tramite una leggera asimmetria della sala, un effetto tale per cui chi si trova al centro esatto della sala ha la percezione di udire la propria voce amplificata a dismisura. Di contro, nel resto dell’ambiente la risonanza è enorme e tale per cui risulta impossibile comprendere dall’esterno della rotonda quanto viene detto al suo interno.

Inoltre, il soffitto della Sala Grande è decorato dalla Ruota simbolica, composta da undici tele raffiguranti il Trionfo della Musica. Tramite un sistema di funi, il soffitto si può aprire verso l’alto per far defluire l’aria calda e ventilare la sala.

Altra curiosità: è il primo teatro italiano ad equiparare i dipendenti omosessuali a quelli etero. Nell’agosto 2015, infatti, sigla un accordo con le parti sindacali con il quale ai propri dipendenti omosessuali viene riconosciuto il diritto di usufruire dei permessi matrimoniali per nozze e unioni civili.

La stagione teatrale

Oggi il Teatro Massimo è protagonista di una florida stagione artistica, con opere, balletti, concerti, sperimentazioni artistiche e ogni forma di arte performativa.

Inoltre, il Teatro è aperto per le visite tutti i giorni dalle 9:30 alle 17:30.

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