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Castello di Donnafugata: dalla storia alle leggende sul nome

Castello-donnafugata

Il castello di Donnafugata, al contrario di quello che si possa immaginare, non è un castello ma una sontuosa dimora nobiliare del tardo ‘800. Situato nel territorio di Ragusa, il castello copre un’area di oltre 7500 metri quadrati su 3 piani in stile neogotico, coronato da due torri laterali. La dimora sovrastava quelli che erano i possedimenti della ricca famiglia Arezzo De Spuches.

Ipotesi e leggende sul nome

Riguardo al nome del Castello di Donnafugata, sono state avanzate diverse ipotesi. Secondo alcuni, il nome “Donnafugata” è collegato ad un episodio leggendario, quale la fuga della regina Bianca di Navarra, reggente del regno di Sicilia. Questa venne imprigionata nel castello dal conte Bernardo Cabrera, che aspirava a diventare re sposandola. In realtà la costruzione del castello è successiva alla leggenda. 

Altra ipotesi è quella secondo cui il nome sarebbe la libera interpretazione e trascrizione di un termine arabo che tradotto in siciliano divenne Ronnafuata.

Ma esiste un’ulteriore ipotesi: quella secondo cui il nome fa riferimento a un tragico e doloroso episodio verificatosi in quel luogo. Si narra, infatti, che in un imprecisato momento storico, proprio nel castello di Donnafugata fu trovato il corpo di una giovane donna deceduta per soffocamento, ovvero “donna affucata“, cioè ” donna soffocata”: da qui il nome Donnafugata.

La storia del Castello di Donnafugata

Va innanzitutto sottolineato che i dati riguardanti il castello, precedenti il Settecento, compresa la sua primitiva costruzione, sono solo il frutto della leggenda quattrocentesca che riguarda Bernardo Cabrera e Bianca di Navarra. Per cui, tali dati non hanno alcun riscontro storico. 

La prima costruzione del castello sembra dovuta ai Chiaramonte, conti di Modica nel XIV secolo. Successivamente, potrebbe essere stata una delle residenze di Bernardo Cabrera, per poi essere acquistata nel 1648 da Vincenzo Arezzo-La Rocca. Nel corso del tempo si trasformò in una casina neoclassica e in castello neogotico.

Infine, dopo anni di incuria ed abbandono, nel 1982 il castello venne acquistato dal Comune di Ragusa che, dopo lunghi lavori di restauro lo ha reso nuovamente fruibile.

Gli interni e il parco

Nell’Ottocento, il barone Corrado Arezzo, eclettico uomo di studi e politico, inserì nella facciata principale la bella loggia con gli eleganti archi trilobati, in stile neogotico con richiami del veneziano.

Il castello è diviso su tre piani e conta oltre 120 stanze, a cui si accede mediante una grande scalinata monumentale in pietra-pece. Le stanze contengono ancora gli arredi e i mobili originali dell’epoca. Tra i più interessanti ricordiamo:

  • la stanza della musica con dipinti a trompe-l’œil;
  • la grande sala degli stemmi con i blasoni di tutte le famiglie nobili siciliane e due antiche armature;
  • il salone degli specchi;
  • la pinacoteca con quadri neoclassici della scuola di Luca Giordano;
  • l’appartamento del vescovo, con splendidi mobili Boulle, riservato esclusivamente all’alto prelato.

Intorno al castello si trova un ampio e monumentale parco di 8 ettari. Al suo interno troviamo il tempietto circolare, alcune “grotte” artificiali dotate di finte stalattiti e il particolare labirinto in pietra costruito nella tipica muratura a secco del ragusano. Questo è stato realizzato, appunto, con muri a secco, in pietra bianca ragusana e la forma trapezoidale del labirinto inglese di Hampton Court, situato vicino a Londra.

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